Odense, la città che devi assolutamente visitare

Stai programmando il tuo viaggio a Copenhagen ma vorresti vedere anche altre città in Danimarca? Odense è perfetta, anche per i piccini.

Ci sono stata un po’ di tempo fa per un viaggio in solitaria e ne sono rimasta colpita. Le persone sono più cordiali e amichevoli rispetto alla Capitale e questo è un punto a favore, specialmente per i turisti più loquaci.

Stazione di Odense

Ma cosa vedere e dove mangiare a Odense? Qui l’elenco (poi sotto di esso spiego tutto nei dettagli):

  • Café Fleuri
  • Hans Christian Andersen Museum
  • Casa di Hans Christian Andersen
  • Mare
  • Kunst Museum Brandts

CAFÉ FLEURI

Croissant alla nutella ed espresso

Appena arrivata in città, nonostante avessi già fatto colazione a casa, avevo fame. Così mi sono fermata in questo café a fare colazione. Oltre ad essere il croissant delizioso, l’espresso è un vero espresso, fatto come si deve! Il personale è inoltre molto gentile.

Qui altre foto del café:

Curato nei minimi dettagli e con le decorazioni floreali, è il luogo perfetto per fare colazione rilassandosi.

HANS CHRISTIAN ANDERSEN MUSEUM

Sì, sono io davanti al museo

Di certo non può mancare la visita al Museo del famoso scrittore di fiabe quali “La principessa sul pisello” e “Il soldatino di piombo” ma anche “La sirenetta“.

Quando sei in solo trip e vuoi una foto in cui si veda anche il paesaggio e non solo la tua faccia, devi assolutamente chiedere a qualcuno di farti una foto, no?

Tornando al museo: questo è l’esterno dell’edificio, già di per sé molto scenografico. Puoi prendere i biglietti all’ingresso oppure comprarli online sul sito ufficiale. Io consiglio sempre la seconda opzione così si salta la coda e si entra subito.

Cosa troverai nel museo? Tutto ciò che riguarda la storia di Hans Christian Andersen e le sue fiabe, con annessi giochi interattivi che si adattano anche gli adulti (esatto, io ci ho giocato)!

Qui sotto puoi dare un’occhiata a qualche foto che ho scattato durante la mia visita al museo:

HANS CHRISTIAN ANDERSEN’S CHILDHOOD HOUSE

È possibile visitare la casa d’infanzia dello scrittore (almeno quando sono andata io). Non potevo farmela mancare quindi ecco qui una delle tante foto che ho scattato:

Parte della casa in cui visse da bambino

Bellissima. Ovviamente silenziosa perché parte di un museo.

Per quanto riguarda il biglietto: io l’ho comprato online e la casa d’infanzia di Hans Christian Andersen era inclusa. Non assicuro però che sia ancora così. Quindi è sempre buona cosa informarsi sul sito ufficiale o direttamente al museo.

MARE:

Foto non delle migliori, ma ha la vista sul mare!

Dato che per il viaggio più i musei ho speso abbastanza e dato che Odense è una città sul mare, ho deciso di pranzare al sacco. Ho comprato un panino al 365 (uno dei tanti supermercati qui in Danimarca), cercato su Google Maps il mare e mi sono incamminata fino a sedermi più o meno vicino alla riva del mare. Ne avevo proprio bisogno: pranzo rilassante e rigenerante.

Il panino non era per niente male

KUNST MUSEUM BRANDTS

Conosciuto per il suo essere multitasking in quanto è un museo “per tutti i gusti” (così lo chiamo io), Kunst Museum Brandts ospita:

  • Arte classica
  • Arte moderna
  • Arte contemporanea

Offre la possibilità di vedere diverse esposizioni, tra cui quelle fisse e quelle temporanee.

Mi è piaciuto ma devo dire che ho trovato alcune mostre alquanto toccanti o forse, meglio dire, disturbanti. Per quanto riguarda l’arte classica non c’è molto da dire se non che sicuramente interessa al 99% dei visitatori. Parlando invece dell’arte moderna e soprattutto di quella contemporanea, avrei preferito qualcosa di più leggero (almeno per i miei gusti). Le opere sono molto profonde e riescono a comunicare al visitatore ma avviso che non è adatto a tutti. I miei complimenti agli artisti che riescono a suscitare emozioni e stati d’animo con ciò che creano. Resta di fatto che alcune mostre sono molto forti.

Ma, di nuovo io? Sì! Ho adorato quell’esposizione con quello specchio

Come detto però all’inizio, Odense e i suoi musei sono adatti anche ai più piccoli. Riguardo ad Hans Christian Andersen Museum, si può capire il perché. Ma per quanto riguarda il Kunst Museum Brandts, il motivo per cui scrivo ciò è che c’è, all’interno del museo, c’è un’area riservata ai bambini: io l’ho vista solo di sfuggita ma da quel che mi è parso di capire è che ci dovrebbero essere diverse attività da fare anche insieme ai genitori.

Lato 1
Lato 2

Infatti, nell’armadietto in cui ho lasciato lo zaino ho trovato questo dolcissimo e probabilmente orologio di carta appartenente a qualche bambino che l’ha dimenticato.

SORPRESA!

Il viaggio ad Odense non è finito qui: da brava turista ho camminato tanto e andando da un museo all’altro e anche al mare, ho passeggiato per le vie della città e scattato qualche foto:

MA COME ARRIVARE A ODENSE DA COPENHAGEN?

È semplicissimo: da København H (Copenhagen Central Station) basta prendere il treno regionale IC (InterCity). Di treni ce ne sono ovviamente diversi; da quelli che fanno tutte le fermate a quelli più veloci. L’importante è che tu prenda il treno giusto per cui hai pagato il biglietto. Per quanto riguarda il biglietto del treno, io consiglio di comprarlo direttamente sull’app di DSB (L’azienda dei trasporti danese) in modo tale da essere sicuri dell’orario, del numero del treno e del posto a bordo (se acquistato), oltre che della carrozza. La stessa cosa vale per il ritorno: app DSB e si va sul sicuro; anche perché non piace a nessuno prendere la multa.

E per oggi siamo giunti alla conclusione dell’articolo. Lascia like se ti è piaciuto e commenta se vorresti visitare Odense o l’hai già visitata e che ne pensi della città.

Alla prossima! – D

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La Poke più buona di Copenhagen a un prezzo più che ragionevole

Meglio delle Poke che trovi nelle catene di ristoranti e nei franchising.

Il ristorante si chiama MOOC&PHO e dista solo un quarto d’ora a piedi dalla stazione dei treni di Østeport e 3 minuti a piedi dalla metro Trianglen.

Stavo facendo una passeggiata quando mi è venuta fame. Volevo provare un nuovo ristorante ma non volevo qualcosa di caldo e pesante volevo qualcosa di fresco e sano al tempo stesso.

Non sembra ma qui a Copenhagen già con 25 gradi, il sole picchia e ci si brucia anche (sì, mi sono scottata 2 settimane fa).

Così ho cercato su Google Maps ristoranti asiatici e di sushi nella zona quando ho trovato MOOC&PHO. È un piccolo e accogliente ristorante e da quel che ho potuto notare sembra a gestione famigliare. Loro, ovviamente, asiatici.

Molto accogliente

E cosa c’è di meglio di una fresca e deliziosa poke accompagnata da una rinfrescante limonata? Aggiungiamo che il tutto è preparato e servito con professionalità e cura per i dettagli, senza far mancare la cortesia del personale che propone piatti della propria cultura.

Il menu è molto ampio e hai diverse opzioni di scelta tra cui le poke ma anche il sushi e molto altro!

Qui il resto delle foto:

Se hai guardato bene le foto con la poke, avrai sicuramente notato il fiorellino viola al centro del piatto! Carino, vero?

Il bello è che se hai bisogno di vitamina D o semplicemente ti piace stare al sole, MOOC&PHO ha anche tavoli con sedie all’esterno. Non è fantastico?

Consiglio vivamente di mangiare da MOOC&PHO, voto dieci.

E per oggi siamo giunti alla conclusione dell’articolo. Lascia like se ti è piaciuto e commenta se ti piace la poke e vorresti provare questo ristorante!

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Come arrivare a Malmö da Copenhagen e cosa vedere

È estate, fa caldo e hai appena prenotato il viaggio per Copenhagen ma vuoi visitare anche Malmö perché sai che le due città sono vicine.

Fai qualche ricerca e vedi che c’è il treno Øresundtåg Copenhagen-Malmö. Non sai però che c’è anche il Flixbus. Anch’esso comodo, ma con una sola differenza: il silenzio. Un silenzio rilassante tanto da farti addormentare. Sì, la nostra amica C ha dormito per tutto il viaggio in Flixbus sia andata sia ritorno.

Purtroppo io ero cotta causa lavoro così i biglietti per il Flixbus li hanno presi F e la nostra amica C. Ma cos’è successo? Con Flixbus ci sono 3 destinazioni a Malmö:

  • Malmö
  • Malmö (Hyllie)
  • Malmö Comati stop (Kristianiagatan)

Io consiglio la fermata Malmö, cioè quella di Malmö C (Central Station). Noi siamo arrivati a Hyllie e ve lo sconsiglio vivamente. Oltre ad essere a un’ora a piedi dal centro della città, se non vuoi camminare devi prendere anche un bus sul posto, non costa tanto ma è molto scomodo ed è una perdita di tempo.

Quindi, per quanto riguarda i trasporti hai 2 opzioni consigliate:

  • Øresundtåg
  • Flixbus direzione Malmö

Ma dove si prende il Flixbus a Copenhagen? Puoi prenderlo dall’aeroporto ma attenzione: non sempre si ferma lì perché probabilmente dipende dalla destinazione che hai scelto (C, Hyllie o Comati stop). Quindi il mio consiglio è di prenderlo a Dybbølsbro, una fermata dopo Copenhagen Central Station. Lì c’è proprio la bus station, cioè la stazione dei bus (un po’ come le stazioni delle corriere in Italia).

Ma cosa vedere a Malmö?

Centro della città di Malmö, Svezia

Qui un elenco di tutto ciò che abbiamo visitato, spiegato poi punto per punto:

  • Malmöhus Slott (Castello di Malmö)
  • The Turning Torso
  • Mare
  • Centro della città

Malmöhus Slott

Ehii, un cavaliere appeso al soffitto

Il Castello di Malmö, antico e inquietante al tempo stesso, così come lo vediamo noi oggi, fu costruito tra il 1537 e il 1542, con il primo edificio costruito nel 1434.

Niente spoiler ma vi posso dire che ci sono tante stanze all’interno. È un Castello con dentro museo, acquario e mostre temporanee molto interessanti. Noi abbiamo visto tutto e la parte più bella è quella del castello in sé con anche il tesoro nascosto!

Inoltre, appena entri nella parte rinascimentale di Malmöhus Slott, ti sembra proprio di essere in un altro mondo, un mondo più antico, ma affascinante.

Non aspettarti però che sia uguale al Castello di Rosenborg o a Chrinstiasborg. Due stili completamente diversi, due vite diverse.

Qui vi lascio un po’ di foto curiosità del Castello di Malmö:

The Turning Torso

Vista da Espresso House

Grattacielo residenziale neo-futuristico, è possibile visitarlo all’esterno e all’interno ma, se vuoi entrare nel grattacielo puoi solo con una visita guidata in quanto edificio residenziale.

Situato nella zona di Västra Hamnen e noto per la sua architettura moderna, noi lo abbiamo visto solo da fuori; è altissimo. Ma, personalmente, non ritengo sia un granché da vedere.

Mare

Vicino all’Espresso House in cui siamo stati, c’è il mare. Purtroppo non ho foto ma consiglio vivamente di andare a fare un giro sul mare (preferibilmente col bel tempo non con la pioggia come noi). Ovviamente meglio coprirsi con giacche antivento perché, diciamocelo, non siamo in Italia o in un paradiso tropicale, ma in Svezia!

Di questa zona mi hanno colpito molto il piccolo faro rialzato e la passeggiata che si può fare lì vicino (è anche a quindici minuti a piedi circa da Malmöhus Slott).

Centro della città di Malmö

Che fai? Non marci anche tu con noi?

Queste statue le ho adorate, non potevo non fare la foto. Proprio nel centro della città, ho trovato queste divertenti personcine con cui marciare sulle note di “Welcome to the black parade” dei My Chemical Romance (sono emo, ve l’ho mai detto?).

Risate a parte, ecco anche un’altra foto:

Una vecchia cabina telefonica

Eh si! Probabilmente vecchia come mia nonna o di più. A parer mio molto carina e caratteristica, diversa quelle inglesi ma chissà, magari un modo per andare a Hogwarts lo trovi lo stesso! Se lo trovi fammelo sapere, mi raccomando!

Detto ciò, eccoci arrivati alla conclusione dell’articolo. Lascia like se ti è piaciuto e commenta se hai mai visitato Malmö o vorresti visitarla.

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Imparare il danese è così difficile?

Scopri se è davvero così!

Si dice sempre che il danese sia una lingua complicata, difficile e che devi mettere in bocca le patate per poterla parlare. Io dico che dipende. Dipende da diversi fattori tra cui:

  • Insegnante
  • Paese di provenienza dello studente
  • Voglia di imparare

Queste tre cose possiamo chiamarli i pilastri per imparare il danese, così come per tutte le altre lingue.

Partiamo dall’insegnante. L’insegnante e soprattutto il metodo che utilizza sono più importanti di qualsiasi altra cosa. D’altronde, anche a scuola è così, giusto? Se un professore spiega bene e per di più è appassionato, ottimo anzi meglio ancora. Purtroppo, come per ogni situazione, anche in questo caso la possibilità di avere un insegnante non bravo, fa la differenza. Un esempio semplicissimo è il seguente: io ho iniziato danese a fine febbraio di quest’anno e a inizio maggio ho finito e passato il modulo 1. Non dico di saperlo parlare (i moduli sono cinque in totale) ma comunque riesco a capire e soprattutto a farmi comprendere nelle situazioni essenziali e basic come chiedere un caffè al bar o prendere l’autobus e fare qualche domanda semplice. Il mio insegnante, aveva un metodo che, a parer mio, è molto utile, specialmente per imparare una lingua nuova: ci faceva parlare tanto. Ogni lezione era parlata (ovviamente gli appunti io e i miei compagni li abbiamo sempre presi) con tanto di domande da parte sua e risposte da parte nostra. Guarda caso, l’esame lo abbiamo superato tutti tranne uno. Adesso sono in lista d’attesa per il modulo 2.

F invece ha finito e passato il modulo 1 ma ha deciso di non continuare a studiare il danese. Un po’ perché nel suo lavoro non è così strettamente necessario come nel mio, ma un po’ anche per l’insegnante. La sua insegnante lì faceva principalmente scrivere e quasi mai parlare. A mio parere e anche secondo F, parlare è importante, soprattutto quando si tratta di una lingua straniera, altrimenti non riesci a pronunciare le parole nella maniera corretta e finisce che fai anche brutte figure e capiscono B anziché A. Non a caso, lui parla solo inglese.

Il Paese di provenienza dello studente. Sei olandese? Bene! Il collega olandese di F ha imparato il danese in soli 3 mesi e stessa cosa vale per la mia compagna di classe. Questo perché le lingue sono simili. Sei, più generalmente, europeo? Allora possiamo dire che impararlo, nel tuo caso, è una via di mezzo. Per me e i miei compagni di classe provenienti dalla Spagna, dalla Polonia eccetera, non è stato né facile né difficile (non posso né scendere né salire, né scendere né salire!). Ovviamente, però, in Danimarca ci sono tante persone provenienti da paesi come Nepal, Bangladesh eccetera e, almeno per quanto riguarda la mia classe, per loro era molto difficile imparare la lingua, specialmente la pronuncia. I suoni delle parole sono totalmente diversi gli uni dagli altri e anche il suono delle frasi complete.

La voglia di imparare. Qui o hai la volontà di studiare la lingua o non la hai. E non c’entra se sei/sei stato studente all’università o no. È importante proprio la voglia di studiare e poi, ovviamente, il fatto di essere europeo ha i suoi vantaggi (che spiegherò in un altro articolo). Io ho conosciuto tanti internazionali che hanno passato il primo modulo poi si sono fermati e la ragione principale è che il danese è, per loro, una lingua un po’ del piffero (a buon intenditor poche parole).

Detto ciò, eccoci arrivati alla fine dell’articolo! Lascia like se ti è piaciuto e commenta rispondendo a questa domanda: tu avresti voglia di imparare il danese o più in generale una nuova lingua (nordica e/o non) considerata difficile? Fammelo sapere!

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Perché noi italiani all’estero veniamo riconosciuti subito o quasi?

Ormai sono quasi due anni che vivo a Copenhagen e devo dire che ne ho viste tante. Ecco qui un elenco di motivi (tra cui anche stereotipi) che, a parer mio, fanno subito capire a persone di altri Paesi che siamo italiani.

Oltre a ciò, per ogni categoria, associo delle storie divertenti.

  • Cibo
  • Modo di vestire
  • Schiamazzi
  • Gesti
  • Mamma mia!

1_ CIBO

E qui si apre un mondo: da chi si arrabbia se si spezzano gli spaghetti a chi rimane scioccato se qualcuno beve cappuccino dopo le 11:00. Noi italiani si sa, siamo la patria del buon cibo e quindi della cultura culinaria. Guai a mettere l’ananas sulla pizza o il ketchup sulla pasta! All’estero però è tutto diverso: Paese che vai usanza che trovi. Ovviamente dipende anche dal paese estero in cui vivi o sei in viaggio ma, insomma, generalmente il ketchup sulla pasta o l’ananas sulla pizza non sono ben visti in Italia né tanto meno dagli italiani all’estero.

Parlando del famoso detto “non si beve il cappuccino dopo le 11:00!” ormai da anni famoso in tutto il mondo, devo dire che certo, c’è qualcuno che si indigna ma da quel che ho notato (almeno qui a Copenhagen), non sono tanto gli expat quanto gli italiani turisti. Addirittura quasi tutti gli expat italiani che conosco io, quando escono andando in un café si prendono un bel cappuccino indipendentemente dal fatto che siano le 10:00 o le 17:00. Poi gli italiani turisti ci guardano ovviamente male. E qui la domanda sorge spontanea: questione di apertura mentale e adattamento? Come già detto sono expat da ormai quasi 2 anni e devo dire che uscire dalla propria comfort zone e scoprire che non sono l’unica italiana – tra gli expat sia chiaro – a bere il cappuccino dopo le 11:00 mi piace come cosa.

2_ MODO DI VESTIRE

Un giorno ero con una mia amica rumena a ILLUM, il centro commerciale a Copenhagen vicino a Højbro Plads. Eravamo in coda per il bagno quando una signora ci parla in italiano chiedendoci se fossimo italiane. Alla domanda io le rispondo nella mia lingua madre che io sono italiana e che la mia amica è rumena e non parla italiano. Poi mi è sorta spontanea la domanda: “ma da cosa lo hai capito che sono italiana?” lei mi ha risposto così (tali e quali parole): “da come ti vesti” allora io la ringrazio per il complimento ma rimango comunque stupita perché nonostante io vesta diversamente rispetto alle danesi e alle altre ragazze internazionali, sono sempre stata scambiata per danese (forse per gli occhi e i capelli chiari) ma mai per italiana.

3_ SCHIAMAZZI

Questa è bella. Qui ho una storia veramente simpatica. Io e F siamo italiani ma non urliamo e infatti molti ci scambiano per danesi. Ma arriviamo al punto: due settimane fa circa eravamo da Buka , lui seduto e io in coda per ordinare. Dietro di me altra gente in coda. Arriva questo gruppo di italiani, circa 6/7 persone con un bambino nel passeggino e iniziano mettersi davanti a tutti per vedere cosa ordinare (il chè, fin lì, ci sta). Dopo cercano di saltare la fila mettendosi davanti a me. Peccato e dico proprio peccato che io sia italiana! Così dico con tutta calma e – in italiano – alla signora che c’è la coda da fare. Lei si gira, mi guarda, si gira dall’altra parte e mi urla “yes yes!” Gesticolando con la mano come per dire “si ok ma non me ne frega niente” con un modo di fare veramente maleducato. Poi a quanto pare si mettono in coda ma la cosa bella è che scopro solo dopo che si sono messi in coda dopo di me quando, in realtà, dopo di me c’era già altra gente. Arriva il mio turno e ordino (ho ordinato in danese!! Sono super fiera di me stessa!). Mi vado a sedere e vedo che questa famigliola super educata è in coda dietro di me. È quindi arrivato il loro turno di ordinare. Non dimenticherò mai il loro comportamento con le bariste che, poverine, non hanno fatto nulla di male; parlano danese ma soprattutto inglese meglio di noi italiani e sono lì per fare il loro lavoro e servire noi clienti. In parole povere il loro comportamento è stato questo: “Tu cosa vuoi?!!” “Io un cappuccino e lui un americanoooo!!” “Io invece prendo una cioccolata caldaaaaaa!!!” il tutto gesticolando e urlando in italiano alle bariste pensado addirittura che loro avrebbero capito per poi lamentarsi che loro non capissero l’italiano. No e dico non sto esagerando con i punti esclamativi e allungando le ultime lettere delle parole perché io una maleducazione così (devo dire anche da parte di altri italiani) non l’ho mai vista. Ecco: qui il classico stereotipo dell’italiano all’estero: urlare, gesticolare e pretendere che in un Paese estero al di fuori dell’Italia gli altri sappiano e parlino l’italiano, specialmente in bar e ristoranti. Ovviamente senza nemmeno informarsi un po’ sulla cultura locale e cercare di adattarsi leggermente cercando di capire o quantomeno parlare inglese (se necessario anche col traduttore che non c’è nulla di male ad usarlo).

4_ GESTI

Il tipico nostro gesto all’estero è questo: 🤌🏻. Super tipico. Devo ammettere che io e F lo usiamo anche spesso e in tutti i luoghi in cui andiamo, che siano café, ristoranti, luoghi di lavoro; e appena gli altri scoprono che siamo italiani subito usano questo gesto e dicono “Ah Italia! 🤌🏻!”

Questo gesto è veramente fenomenale e anche se super stereotipato noi dobbiamo ammettere che è vero. Ma il bello è che ci siamo resi conto di usarlo tanto da quando ci siamo trasferiti a Copenhagen e i nostri amici e colleghi ce lo hanno fatto notare.

5_ MAMMA MIA!

Un po’ per Super Mario, un po’ perché è un altro simbolo del Bel Paese. Paese che vai usanze che trovi ma “Mamma mia!” lo trovi ovunque e non sto scherzando. Il bello è che tutti e dico tutti nessuno escluso, dopo aver scoperto che siamo italiani, ci rispondono con questa frase: dai danesi agli indiani, dai siriani agli americani. Insomma, stereotipo ma anche vero sinonimo di Italia!

E a te? Vivendo all’estero o anche solo viaggiando fuori dall’Italia, ti è mai capitato di trovarti in una di queste situazioni? Qual è la situazione più tipica riguardo l’Italia in cui ti sei trovato? Fammelo sapere nei commenti e lascia un like se ti è piaciuto l’articolo.

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2 luoghi poco conosciuti a Copenhagen che devi assolutamente visitare

Copenhagen si sa, è una città molto turistica. Tutti a vedere “The Little Mermaid”, Chrinstiansborg, Rosenborg…ma nessuno è a conoscenza di queste meraviglie di cui ti parlo oggi.

1_ NORDHAVN

Nordhavn è sia una fermata della metro e del treno sia un molo. Famosa per le lunghe e rilassanti passeggiate sul mare e per la possibilità di fare il bagno e piena di local, specialmente d’estate.

Nordhavn’s rooftop

Molti però non sanno di questo rooftop “nascosto” da cui ammirare il panorama.

Ma come arrivarci? Semplice! Prima di tutto, che tu sia a Copenhagen Central Station o a Nørreport, ti basta prendere il treno Linea A verso Hillerød ( in settimana e nei weekend) o la Linea E verso Holte (solo in settimana), scendere alla fermata Nordhavn e da lì sono circa dieci minuti a piedi. Ma puoi tranquillamente anche prendere la metro M4 verso Orientkaj e scendere a Nordhavn per poi camminare circa 10 minuti anche dalla stazione metro.

Bello camminare sul molo, vero? Ma il rooftop? Per quello, devi arrivare a circa metà molo fino a trovarti davanti il cafè “John&Woo Nordhavn”. Da lì, giri a sinistra allontanandoti dal molo e vai dritto fino a trovare il Netto e la Lidl. Continua dritto e vai dietro al Netto: lì troverai le scale per arrivare in cima e goderti il panorama!

Ovviamente non adatto a chi soffre di vertigini in quanto l’altezza è tanta.

2_ LYNGBY LAKES

I laghi di Lyngby sono ovviamente conosciuti dai local ma se sei in vacanza e hai una mattina o un pomeriggio libero, ti consiglio vivamente di visitarli.

Io vado spesso a lyngby lakes a dipingere

Ti troverai in mezzo alla natura e potresti vedere anche gli scoiattoli! Lyngby lakes sono, però, diversi laghi del comune di Lyngby. Il nostro preferito è il primo: una bella passeggiata direttamente sul lungo lago immerso nella natura e nelle sue meraviglie quali i cigni e i germani, passando dal ponte della Lyngby kayak school fino ad arrivare a chiederti dove sei perché non ti sei reso conto che è già passata un’ora.

Noi ci andiamo spesso; è vicino a casa ed è molto rilassante anche grazie all’aria pulita, fresca. Poi io adoro dipingere e quindi, nelle belle giornate di sole, prendo la mia tela, il mio cavalletto e i colori e vado a Lyngby lake per dipingere il paesaggio seduta sul mio telo mare in totale relax.

Ma come arrivare a Lyngby lakes? Anche qui, è molto semplice: prendi sempre il treno Linea A verso Hillerød (in settimana e nei weekend) o Linea E verso Holte e scendi a Lyngby station, da lì sono solo quindici minuti a piedi di camminata! Appena arrivi a Lyngby, scendi dalla zona del treno e dirigiti verso i semafori per poi attraversare la strada. Successivamente, vai dritto e continua fino a che non ti ritrovi in una strada piena di bar e negozi. Da lì, gira a sinistra e continua dritto superando il negozio Louis Nielsen e arrivando alla rotonda. Attraversa ancora la strada e vai dritto fino ad arrivare all’incrocio dopo la rotonda. Gira poi a sinistra e continua dritto. Vedrai un sottopassaggio, passalo e segui la strada finché non vedrai sulla sinistra un ponte. Ecco: lì sei già a Lyngby lakes! Da lì, attraversa il ponte e gira a destra seguendo il percorso. Ecco che sei già immerso nella natura!

Per oggi siamo giunti alla conclusione dell’articolo. Lascia like se ti è piaciuto e commenta se ci sei mai stato o ti piacerebbe andarci.

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Zócalo: il ristorante messicano che devi assolutamente provare

A pochi minuti dalla stazione della metro di Frederiksberg e a soli dieci minuti in totale da Nørreport Station (metro compresa), Zócalo è un ristorante messicano molto economico e perfetto per riempirsi la pancia come si deve.

Noi ci siamo stati a San Valentino; non volevamo spendere tanto e al tempo stesso volevamo cambiare e, anziché andare nei soliti ristoranti thailandesi, abbiamo scelto di mangiare messicano.

Locale semplice ma d’effetto

Il 14 febbraio, si sa, è San Valentino ed è normale voler andare a cena o a pranzo fuori. Noi abbiamo scelto la cena.

Io ho preso il burrito “El barrio” e F il burrito “Dolores green mango” col pollo. Io l’ho ordinato normale mentre F ha preso il burrito grande che, però, era enorme! Lui si aspettava fossero piccoli ma già il mio era grande, immagina il suo!

“El barrio” in basso e “Dolores green mango” in alto

Come puoi ben vedere, c’è una bella differenza tra l’uno e l’altro: il burrito di F è gigante! Infatti lui lo consiglia solo a chi ha proprio tanta fame.

Parliamo ora del personale: gentile e accogliente ma soprattutto sorridente, il chè non è scontato.

Ovviamente non potevamo non ordinare anche i nachos con la salsa creme frêche (non la salsa roja perché troppo piccante per noi).

Ovviamente Zócalo è un franchising quindi non lo trovi solo a Frederiksberg: anche a Nørrebro, a Tivoli e a Kalvebod Brygge.

Noi abbiamo scelto Frederiksberg perché questa zona ci piace molto, sia perché piena di locali sia perché è rilassante passeggiare lì.

Se quindi vuoi andare da Zócalo a Frederiksberg partendo da Nørreport Station, ti basta prendere la metro M1 o M2 verso Vanløse e scendere proprio alla fermata “Frederiksberg”, poi da lì ci metti solo otto minuti a piedi.

Se invece ti trovi a Copenhagen Central Station (København H), ti basta prendere la M3 direzione Via Frederiksberg e scendere a “Aksel Møllers Have” per poi camminare solo sette minuti.

Questo è il mio burrito (già grande)

Se quindi sei qui in vacanza e vuoi mangiare buon cibo a basso prezzo o vivi qui come noi ma vuoi provare qualcosa di nuovo, ti consiglio vivamente di provare Zócalo!

E per oggi siamo giunti alla conclusione dell’articolo! E tu? Hai mai mangiato messicano? Fammelo sapere nei commenti e non dimenticare di lasciare un like!

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Il lago ex miniera di gesso con l’acqua azzurrissima

Ci troviamo a Karlstrup Kalkgrav: un luogo incantevole e conosciuto per il suo lago, in cui d’estate puoi fare il bagno e quando esci dall’acqua sei ricoperto di gesso.

Esattamente! Karlstrup Kalkgrav è un’ex miniera di gesso conosciuta proprio per il colore dell’acqua e per il fatto che se ti tuffi e poi esci dal lago sei completamente bianco.

Proprio qui l’acqua è più azzurra rispetto alle acque degli altri laghi. Ciò è dovuto alla storia del luogo.

Non a caso “Kalkgrav” significa in inglese “Limestone pit” ovvero “cava di calcare”.

Noi ci siamo andati qualche giorno fa ed è stato magnifico perché in questi giorni ha nevicato tanto e sembrava di essere in un altro mondo causa tutta la neve che c’era. La prima foto però non riguarda il lago principale, bensì un altro laghetto, accanto a quello protagonista dell’articolo.

Il lago principale

Come potete ben vedere era tutto innevato ma non è mancato il sole. Ovviamente questa è solo una parte del lago, quella esposta alla luce. Dato che in Danimarca il sole non è spesso presente e infatti si usano gli integratori di vitamina D, potete ben capire che ne ho approfittato per fare una foto alla zona del lago illuminata dal sole e perché no, ne abbiamo approfittato anche per goderci la luce solare.

Abbiamo camminato lungo la sponda del lago e siamo tornati al punto di partenza ma, duole dirlo, lungo il percorso c’erano delle zone giusto un pochino ricoperte di ghiaccio. Ciò significa che ci siamo bagnati le scarpe perché sotto il ghiaccio, si sa, c’è l’acqua. Non siamo però caduti perché sotto quelle pozzanghere ghiacciate c’è la terra quindi si, sto scrivendo questo articolo direttamente da casa e seduta comoda comoda e sana e salva sul divano.

La casetta rossa e attorno il paradiso di neve

Sembrava davvero di essere in un altro mondo, quasi Narnia. Bellissimo quel film; come tutta la saga, del resto.

E per oggi siamo giunti alla conclusione dell’articolo. Lascia like se ti è piaciuto e commenta se vorresti visitare questo magnifico regno innevato.

Alla prossima! -D

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Smagsløget, il re dei sandwich che devi assolutamente provare

A pochi minuti a piedi da Copenhagen Central Station e da Vesteport Station il sandwich bar più buono che ci sia.

Ci sono stata ieri, avevo bisogno di una passeggiata e di mangiare qualcosa perché non vedo l’ora che arrivino le ferie e stare in casa nel mio giorno libero proprio non mi andava (sì, torno una settimana in Italia per le vacanze di natale).

E dato che avevo adocchiato questo locale già da tempo ma non mai ho avuto occasione di andarci, ieri era il momento giusto. Così sono uscita di casa e sono andata a mangiarmi un mega sandwich da Smagsløget.

Ebbene sì: mega. Era enorme tanto che ne ho mangiato solo metà e l’altra parte l’ho portata a casa e l’ha finita F per merenda. Come scritto sotto l’immagine, dentro c’erano pollo, salsa barbecue, formaggio primadonna e il resto erano verdure e un’altra salsa! Mi ha letteralmente saziata e non ho nemmeno fatto merenda (ogni giorno faccio merenda tranne ieri).

Voto 5 stelle. Veramente delizioso e un pranzo così ti riempie la pancia. Consigliato quindi se hai tanta fame.

Parlando invece del personale: tutti molto gentili ed educati.

Una piccola curiosità: il locale ha il menu tradotto in diverse lingue:

  • Inglese
  • Danese
  • Italiano
  • Francese
  • Tedesco
  • Russo
  • Cinese
  • Spagnolo

Io ho preso il menu in italiano che trovi vicino al bancone sulla destra. Danese e inglese sono insieme e li trovi invece sulla sinistra.

Devo darti però un avviso: il locale si chiama Smagsløget e “løg” in danese significa “cipolla”. Nel mio sandwich infatti c’era molta cipolla; quindi non adatto a tutti.

Molto buono e a quanto pare molto conosciuto come luogo perché io sono arrivata lì verso le 12:10 e esattamente cinque minuti dopo si è riempito. Quindi consiglio di andare lì verso le 12:00. Considera anche che io ci sono andata di lunedì, il weekend potrebbe essere più pieno.

Fatto sta che ti consiglio vivamente di andarci. Non te ne pentirai!

Adoro questo quadro con i formaggi

E per oggi siamo giunti alla conclusione dell’articolo. Lascia like se ti è piaciuto e fammi sapere se ci sei mai stato o se vorresti andarci.

Alla prossima! -D

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Non puoi perderti questi 2 locali eccezionali a Copenhagen

Esatto! Due! Uno per la colazione e l’altro per far serata:

  • Café Claire (Lyngby)
  • Strøm bar (Copenhagen)

Café Claire:

Ci troviamo a Kongens Lyngby a soli venti minuti di treno da Nørreport.

Cappuccino e cake

Ci siamo già stati ben quattro volte e non ci ha mai delusi. Nella foto che vedete, abbiamo rigorosamente fatto colazione col cappuccino accompagnato da questa piccola torta alla crema di pistacchio farcita con i lamponi (combo perfetta). Esageratamente buona.

Personale cortese e accogliente, impeccabile.

Café Claire lo trovi a soli tre minuti a piedi dalla stazione di Lyngby: in settimana ti basta prendere il treno linea A verso Hillerød o il treno Linea E verso Holte e scendere alla fermata di Lyngby; nel weekend c’è solo il treno Linea A. Ti basta poi digitare su google maps “Café Claire” e vedrai com’è facile raggiungerlo!

Il locale è anche arredato in modo semplice ma elegante e dà proprio l’idea di Hygge: luce soffusa, ben arredato, con un proprio stile.

STRØM BAR:

Diversamente da Café Claire, Strøm Bar lo trovi in pieno centro a Copenhagen. Sicuramente più facile da raggiungere, specialmente se vivi lontano da Lyngby o sei turista.

Qui abbiamo preso un Dry French Martini e una birra. Il Dry French Martini è un cocktail che non c’è nel menù principale ma in un menù a parte che ti danno quando ti siedi al tavolo. Dovrebbe infatti essere un cocktail stagionale. Buonissimo.

Il bello è che al tavolo ti portano anche dei tovaglioli molto particolari:

Particolare, non trovi?

Noi ovviamente l’abbiamo usato come tovagliolo ma c’è gente che ci scrive sopra e lo usa per rimorchiare. Un’idea geniale per chi è allo Strøm Bar e vuole provarci con qualcuno, non trovi?

In questo locale però meglio prenotare perché si sa, I danesi programmano con largo anticipo la loro vita e quindi le possibilità di non trovare posto sono molto alte. Per riservare un tavolo basta andare sul sito del locale e prenotare direttamente da lì con un semplice click.

Detto ciò, per oggi siamo giunti alla conclusione dell’articolo. Lascia like se ti è piaciuto e commenta se vorresti provare entrambi i locali o anche solo uno dei due.

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