La Danimarca e la sicurezza che dà questo Paese

In questi giorni sono stata via e indovinate dove? In Italia! Nella mia città d’origine.

Devo dire che per quanto ami l’Italia ci sono state tante pecche tra cui:

  • Il caldo insopportabile
  • I “latin lover” che ti fanno catcalling
  • Le persone che non si fanno gli affari loro

Queste sono cose che, ahimè, potessero cambiare da un giorno all’altro sarebbe stupendo ma purtroppo sono tipicamente e culturalmente accettate.

Se avevo già notato la differenza tra Italia e Danimarca, in quei giorni questa differenza si è accentuata. Partendo dal presupposto che in Italia, oltre alle cose elencate sopra, si aggiunge il fatto che le donne hanno paura ad andare in giro di notte come semplicemente tornare a casa (che sia a piedi o in auto!), la cosa che più mi dà fastidio è che qui la gente non si faccia gli affari propri. I danesi non lo fanno!

C’è un detto tipico a Brescia che non so se sia usato anche in altre zone d’Italia ma molto diretto: “Fatti gli affari tuoi e campi (vivi) cent’anni”. Questo un proverbio che ho spesso sentito nella mia città natale e che tutti dicono ma di cui purtroppo nessuno ne fa uso se non poche persone.

La gente sempre a squadrarti e poi a bisbigliare (tipico anche di Ferrara – città in cui ho vissuto tre anni – e più nel generale di tutta Italia). Ti dicono come la pensano anche se tu non hai chiesto loro un parere, ti giudicano e ti squadrano dalla testa ai piedi per poi fare le facce ma quando vengono scoperti dirti “chi, io?” che significa “io non ho fatto questa cosa” e quindi si va in negazione perché non si ha il coraggio di dire in faccia le cose.

E purtroppo non solo io che vivo all’estero, ma anche tanti amici e amiche italiani che ho visto in questi giorni continuano a confermare queste tristi verità.

Per quanto l’Italia sia il Paese in cui si mangi meglio e uno dei luoghi turistici considerati più belli, non bisogna guardarne solo i lati positivi: ogni cosa, come ogni Paese, ha i suoi pro e i suoi contro e devo dire che nonostante il cibo e le località turistiche, c’è tanto da migliorare.

Per esempio, qui in Danimarca una donna si sente sicura a tornare a casa anche alle 2:00, alle 3:00 di notte da sola: non è affatto pericoloso e lo dico in primis io stessa che spesso finisco di lavorare alle 3:00 e torno a casa alle 4:00 del mattino. Addirittura prendo il treno, il bus o la metro a questi orari e confermo che ci si sente tranquille e sicure.

Poi è ovvio che ci sia gente stravagante o comunque non a posto ma si sa, le trovi ovunque queste persone. Quello su cui voglio fare leva è la sicurezza che dà la Danimarca:

  • No catcalling
  • Rispetto
  • Sicurezza

Questi i tre principali motivi di cui sto parlando in questo articolo. Di certo l’Italia è bella per le vacanze, ma non per ragioni più serie.

Detto ciò, siamo giunti alla conclusione dell’articolo. Lascia like se ti è piaciuto e fammi sapere nei commenti cosa ne pensi!

Alla prossima! – D

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Vivere in Danimarca

Lasciare l’Italia per vivere all’estero è una scelta importante: significa capacità di adattamento, coraggio e nuove opportunità.

È anche diverso dal vivere fuorisede; ovviamente anche da fuorisede devi pulire, lavare e cucinare ma vivere all’estero significa imparare una nuova lingua o migliorarla. Vivere da expat è anche pagare le bollette (che solitamente da fuorisede sono pagate dai genitori), lavorare in ambienti internazionali e uscire dalla propria comfort zone.

È bello ma anche faticoso, specialmente alla prima esperienza: nuova vita, nuovo mondo.

Un giorno un’amica mi ha chiesto se tornerei mai in Italia. La mia risposta iniziale è stata un “NO” secco con tanto di spiegazione. Non tornerei mai in Italia in quanto qui sono felice. È una vita completamente diversa da quella frenetica del Bel Paese; c’è equilibrio vita-lavoro, si guadagna di più e soprattutto sono tutti rispettosi delle regole e delle persone.

Qui si vive davvero bene. Ovviamente i danesi sono molto riservati ed è difficile fare amicizia con loro. Infatti noi abbiamo tutti amici internazionali, il ché è fantastico perché si parla inglese.

Inoltre l’inglese si impara o si migliora a prescindere perché, si sa, quando ci si trasferisce all’estero, l’inglese è obbligatorio.

Detto ciò siamo arrivati alla conclusione dell’articolo. Lascia like e commenta se ti è piaciuto!

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Museum of Illusions Copenhagen

Il Museo delle Illusioni di Copenhagen ti fa girare la testa. Letteralmente.

Ci siamo stati oggi e non vi dirò tanto perché odio gli spoiler ma non vi dirò neanche poco.

Magnifico museo in cui troverete alcune illusioni ottiche che si studiano a psicologia o al liceo delle scienze umane ma anche illusioni interattive di cui alcune così reali che se non ti tieni cadi!

Queste sono solo un po’ di foto che abbiamo fatto al museo delle illusioni, giusto da far capire che puoi liberare la tua creatività e sì, anche sembrare il dolce!

Il museo è anche comodo da raggiungere perché si trova in pieno centro a Copenhagen, a 5 minuti dalla stazione di Vesteport e a pochi passi da Rådhuspladsen!

In più hai la possibilità di acquistare i biglietti online, il ché è comodo.

Ovviamente super consigliato! E soprattutto è bello andarci in compagnia, così da fare foto divertentissime e particolari.

Detto ciò, per oggi siamo giunti alla conclusione dell’articolo. Lascia like se ti è piaciuto e commenta se sei mai stato in un museo delle illusioni!

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Green Island: il locale perfetto per gustare una pizza sul mare

Vuoi mangiare un’ottima pizza sorseggiando un drink direttamente sul mare a Copenhagen?

Green Island è ciò che fa al caso tuo: seduto sulle piattaforme che formano un isolotto, è il locale perfetto per stare in compagnia degli amici e della pizza!

Grazie al vasto menu, hai ampia possibilità di scelta tra diverse tipologie di pizza tra cui:

  • Margherita (Basil)
  • Potato
  • Bianca

Ma in cui puoi anche mangiare sandwich, insalate o fare colazione!

Il tutto lo puoi accompagnare con del vino, un cocktail o bevande analcoliche.

Qui un po’ di foto:

Ovviamente siamo in Danimarca, quindi il tempo cambia velocemente in una giornata. Come potete vedere dalle foto, un minuto prima c’è bel tempo, quello dopo la pioggia con il sole e l’arcobaleno.

Ma nonostante ciò merita! Anche perché se pensi sempre al tempo, alla pioggia, al freddo, non esci mai!

Io ci sono stata oggi con delle amiche ed è stato stupendo. Puoi inoltre prendere in prestito una coperta tra quelle che hanno a disposizione, in modo tale che se hai freddo, puoi stare al calduccio!

Attento però se soffri il mal di mare come la sottoscritta; un esempio lo puoi trovare in questo articolo. Almeno, qui, le piattaforme si muovono meno.

Ed eccoci alla conclusione dell’articolo per oggi. Lascia like se ti è piaciuto e fammi sapere se ti piacerebbe andare qui!

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Kayak Bar: aperitivo sull’acqua

Diverso dal solito aperitivo seduti al bar; il Kayak Bar è il luogo adatto per sorseggiare un drink o bere un ottimo Aperol Spritz letteralmente sull’acqua.

Noi ci siamo andati ieri. Abbiamo ovviamente bevuto uno Spritz e un bel bicchiere di Sauvignon Blanc.

Ci sono diversi posti a sedere:

  • Terra ferma
  • Piattaforme di legno direttamente on top the water

Eravamo di fronte all’acqua, seduti sulle tipiche sedie da spiaggia, quelle basse ma comodissime.

Pieno di giovani e di turisti, è il luogo ideale per rilassarsi e c’è anche la possibilità di cenare o di prendere qualche stuzzichino!

Purtroppo, però, non è come in Italia, in cui ordini un aperitivo e spesso il cibo è incluso. Qui siamo in Danimarca e il cibo lo paghi sempre a parte. Un po’ perché i danesi bevono tanto e solitamente bevono solo, un po’ per guadagnarci.

Qui un po’ di foto:

Ovviamente i prezzi sono più alti in quanto siamo in Danimarca e si sa, è più cara rispetto all’Italia. Ma l’Aperol spritz non è da meno!

Inoltre le patatine fritte sono buonissime e anche il resto dei prodotti sembra buono da quel che ho visto.

Attenzione però: se soffri di mal di mare come la sottoscritta, ti consiglio di non metterti sulle piattaforme perché sono mosse dall’acqua e dalle barche che passano li davanti! Noi infatti ci siamo spostati da lì alla terra ferma (non sapevo di soffrire di mal di mare).

Detto ciò, siamo giunti alla conclusione dell’articolo. Lascia like se ti è piaciuto e commenta se vorresti andarci!

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Il cimitero storico di Mariebjerg (Gentofte)

Progettato nel 1926, allestito negli anni successivi e inaugurato il 6 ottobre 1936, si differenzia perché nato da una concezione di cimitero non tradizionale.

Qui puoi fare passeggiate rilassanti in mezzo alla natura, anche in compagnia dei tuoi amici a quattro zampe. È uno dei cimiteri più particolari della Danimarca: pieno di fiori, sentieri e di alberi imponenti, è caratterizzato da tombe suggestive molto simili a quelle dei film.

Essendo un cimitero abbastanza antico, a primo impatto sembra di essere in un film d’epoca e perché no, anche in un film horror. L’atmosfera infatti è proprio questa: gotica e tetra; al tempo stesso però, è tranquilla e rilassante.

Ed eccoci arrivati alla conclusione dell’articolo! Lascia like se ti è piaciuto e fammi sapere se ti piacerebbe passeggiare in questo magnifico e gotico cimitero!

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Otto Pizza: la catena di pizzerie in cui devi assolutamente andare

Sei a Copenhagen e hai voglia di un’ottima pizza in stile Italiano?

Otto Pizza fa proprio al caso tuo. Con dieci diverse pizze disponibili più quelle in promozione hai vasta scelta.

Otto Pizza è una catena di pizzerie qui in Danimarca ed è, a parer mio, tra le migliori. L’abbiamo scoperta per caso una sera tramite Wolt (Deliveroo danese) e da quel momento ce ne siamo innamorati.

La Pizza è in stile napoletano e quindi con i bordi alti, cotta al punto giusto e non schiacciata; perfetta!

Hai la possibilità di scegliere se ordinare solo la pizza oppure la combo con soda e salsa e ne hanno quattro o cinque di salse, quindi c’è vasta scelta.

La pizza numero 4 che vedete in foto è la solita pizza salame piccante che qua chiamano Pizza Pepperoni. L’altra invece è rossa con aglio, olio, pomodoro, parmigiano e origano e l’aglio si sente appena!

Come detto sopra, Otto Pizza è una catena di pizzerie; le pupi trovare ad esempio a:

  • Rådhuspladsen (scendi a Vesteport)
  • Kongens Lyngby
  • Trianglen (vicino alla fermata della metro da cui il nome)
  • Hellerup

Queste sono solo alcune delle tante zone in cui puoi fermarti a mangiare la loro pizza e alcune sono veramente in centro, quindi comodissime.

Detto ciò, eccoci arrivati alla conclusione dell’articolo! Lascia like se ti è piaciuto e fammi sapere se proverai questa pizza!

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Food trip fuori dall’europa a Copenhagen

South Harbour Café è il posto giusto per colazioni, pranzi, merende e cene!

Situato a due minuti a piedi da Sydavn Station e a dieci minuti di treno da Nørreport Station, ci siamo stati oggi pomeriggio per merenda e devo dire che è un luogo veramente carino.

F ha preso il cappuccino di cui non può mai fare a meno e io ho preso lo smoothie di lamponi, mirtilli e arancia insieme al famoso baklava.

Qui un po’ di foto:

Oltre ai prodotti buonissimi, il locale è arredato con uno stile molto accogliente che da un senso di calore e di comfort: con il finto camino e in stile rustico sembra quasi di essere in montagna. Adatto ai giorni invernali ma anche a quelli estivi in cui piove e fa freddo come, ad esempio, oggi e in tanti altri giorni d’estate qui in Danimarca.

Il cappuccino, come potete vedere, ha un po’ di bollicine che, purtroppo, non dovrebbero esserci ma nonostante ciò è piaciuto molto a F. Lo smoothie e il baklava invece erano perfettamente come da aspettative.

Voto nove e mezzo! Ci torneremo sicuramente.

Per oggi è tutto, siamo giunti alla conclusione dell’articolo. Lascia like se ti è piaciuto e commenta se hai mai mangiato o vorresti assaggiare il baklava!

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COPENHELL

Il festival metal della Danimarca attira ogni anno 25/30 mila persone.

Da qui il nome: COPENHELL perché situato a Copenhagen.

Noi ci siamo stati ieri, mercoledì 19 giugno e che dire: sorprendente. Non solo era ben organizzato (non come purtroppo da noi in Italia) ma anche perché c’erano tantissimi fan ma non agguerriti!

Mi spiego meglio: non è come ai concerti in Italia che se provi ad andare un po’ più avanti ti dicono “Ehi! Ma che fai? Resta lì dove sei” insultandoti anche magari. Qui è esattamente l’opposto: una vera comunità di metallari, punkettari e rockettari che si sostiene, sa che esistono altre persone al di fuori di loro, che lasciano anche spazio a chi vuole andare un po’ più avanti (che sia in transenna o no) e non si arrabbiano.

Io, ad esempio, sono stata in transenna sia per vedere Corey Taylor sia gli Avenged Sevenfold ma, prima di essere in transenna per Corey Taylor ero poco più indietro e, essendo bassa, spostavo la testa a destra e a sinistra per vedere. Un ragazzo così gentile si è spostato e mi ha detto di andare davanti perché così avrei visto meglio.

Anche con gli Avenged Sevenfold è successa una cosa simile: sono andata davanti al palco un’ora prima e c’era un piccolo spazio non ancora riempito (i fan sfegatati degli Avenged Sevenfold erano già lì in transenna) così ho chiesto se potessi mettermi lì e una donna ha detto all’amico di farmi un po’ di spazio. Quando mai in Italia succedono queste cose? A ogni concerto in cui sono stata la gente spingeva solo. Qui si vede proprio che siamo una bella comunità di metallari, tutti rispettano tutti.

Altre foto qui:

Abbiamo visto le seguenti band:

  • Bruce Dickinson
  • Avenged Sevenfold
  • The Offspring
  • Corey Taylor

Poi, ovviamente, c’erano band minori tra cui i Palaye Royale, gli Until I Wake e i Persecutor.

Che dire: giornata stupenda. Ovviamente, però, non abbiamo preso la felpa e siamo tornati a casa come ghiaccioli, tanto da indossare il pigiama a maniche lunghe e mettere la coperta sul letto.

Ma se dovessi rifare tutto ciò: lo rifarei!

E per oggi eccoci alla conclusione dell’articolo. Lascia like se ti è piaciuto e commenta se anche tu sei un metallaro e/o sei mai stato al Copenhell!

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Lavorare a contatto con il pubblico

Non è facile, diciamocelo. È vero, sei più socievole rispetto agli altri e far star bene il cliente è importante. Però, ci sono tanti “PERÒ“.

Quando lavoravo in Italia era, per quanto bello, impegnativo. Non solo lavori tante ore in piedi ma devi far sì che i clienti siano soddisfatti del tuo servizio come fare un buon caffè e salutare col sorriso anche se loro arrivano al bancone (chi sa perché al 90% gli italiani) e ti dicono “un caffè” -così, de botto-

Poi ci sono quelli che ti chiedono un cappuccino chiaro, chiarissimo con tanta schiuma in vetro e tazza bollente e chi prende la brioche vuota pensando ci sia dentro la crema e subito dopo lamentarsi.

Ecco, se queste cose succedevano spesso in Italia, figuriamoci in un luogo di lavoro internazionale, dove incontri ogni giorno turisti provenienti da tutto il mondo.

Il problema qual è? Che in Italia trovavi principalmente italiani e tra quelli il 90% sono maleducati. Qui in Danimarca se hai di fronte clienti italiani beh, sono al 95% maleducati –no non ho capito

Si lamentano che (esempio) un panino costa 100 dkk (esattamente 13,40€) senza però fare i conti del cambio valuta e specialmente che la Danimarca costa e grazie a dio esiste internet e ci si può organizzare in anticipo anche sulla questione economica-turistica. Dico “economica-turistica” perché per chi vive qua la situazione è diversa (stipendio doppio o anche triplo).

Fatto sta che oggi vi racconto alcune delle stranezze turistiche vissute in prima persona dalla sottoscritta:

  • Che strano posto” (italiana) con me li che dentro di me dicevo “Tesoro è un luogo di lavoro internazionale, mica un ristorante 3 stelle Michelin
  • Io avevo ordinato 2 acque…ah ecco, visto?! Che incompetente” quando aveva ordinato un’acqua e 2 soda ma palesemente voleva rompere l’ananconda che non ho
  • No ma guarda! Questa è italiana e lavora qui?! Che schifo“: “si tesoro lavoro qui e prendo il doppio di te ma non ho capito come la mettiamo…verticale, diagonale o orizzontale? No cioè spiegami, magari in inglese che in Italia non lo parla quasi nessuno, cosi ti alleni un po’ “

Questi sono solo 3 simpatici episodi accaduti in questi mesi che adesso vi racconto e scrivo con il sorriso ma le stranezze non finiscono qui: c’è chi si beve la vodka clandestinamente e la lascia al tavolo e c’è chi urla quasi fossimo allo stadio, per non dimenticare il gruppo di ragazzi che era all’interno dell’edificio con un carrello della spesa e una cassa grande quasi come le mie…beh ci siamo capiti.

Detto ciò, per oggi siamo giunti alla conclusione dell’articolo. Lascia like e commenta se lo hai trovato interessante!

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