Perché lavorare in ambienti internazionali ha i suoi vantaggi

Si sente spesso parlare di quanto sia importante fare esperienza all’estero, lavorando e/o studiando.

Noi ci concentreremo sul perché lavorare all’estero ha molti vantaggi.

Per esperienza personale, lavorare all’estero in ambienti internazionali è gratificante; non solo perché migliori l’inglese, ma anche perché i tuoi colleghi provengono da ogni parte del mondo e hai quindi l’opportunità di conoscere nuove culture, nuove lingue e la pronuncia stessa delle parole.

Ti puoi inoltre confrontare sulle differenze culturali ma non in senso negativo, bensì positivamente; in quanto impari le loro tradizioni, i loro usi e costumi.

Scopri poi che alcune lingue sono più simili di quanto pensi, alcune culture anche e tutto questo, oltre ad acculturarti, ti fa sentire bene: non solo impari un’altra lingua, ma impari a relazionarti con loro, a fare squadra! Quella famosa squadra o team di lavoro di cui tanto si parla ma di cui, a volte, si sa poco. Con ciò non dico che devi fare amicizia con tutti i colleghi; d’altronde si sa: non si può piacere a tutti. Ma fare squadra significa lavorare in gruppo per il bene del cliente, per il bene dei colleghi (si, anche di quelli che non ci vanno tanto a genio) e soprattutto per il tuo bene. Se stai bene tu, il team e i clienti stanno bene.

Se poi, lavori in un ambiente in cui anche i clienti stessi sono internazionali, meglio ancora, specialmente se per esempio sei madrelingua italiana come me, parli l’inglese come seconda lingua e conosci e parli anche una terza o quarta lingua, sei più avvantaggiato in quanto i datori di lavoro sono più propensi a prenderti in squadra e i clienti si sentono a casa perché conosci ad esempio il francese o lo spagnolo e quindi se hai un cliente francese che non parla inglese, hai un vantaggio tu stesso e il cliente si sente appagato. Di conseguenza l’azienda per cui lavori è contenta di averti come lavoratore nel suo team e tu ti senti contento perché hai soddisfatto il cliente.

E tu? Hai mai lavorato o lavori all’estero? Se si, dove? Oppure sogni di lavorare all’estero e sei già all’opera per realizzare il tuo sogno? Fammelo sapere nei commenti!

Alla prossima! -D

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Tivoli: il secondo parco divertimenti più antico del mondo

Tra le attrazioni turistiche più conosciute di Copenhagen.

Costruito nel 1843, è il secondo parco divertimenti più antico del mondo.

Ogni anno attrae milioni di visitatori provenienti da tutto il mondo. Il bello è che nonostante sia antico, le attrazioni funzionano ancora.

Per i biglietti ci sono due opzioni: la prima consente di visitare il parco e salire sulle attrazioni, mentre con l’altra, che è più economica, puoi solo visitare il parco.

Tivoli è un parco divertimenti molto aesthetic, cioè molto bello esteticamente e le montagne russe ecc non sono da meno.

Un po’ come Gardaland, è diviso per “Paesi”: alcune zone ricordano l’Asia, mentre altre ricordano i pirati e altre ancora ricordano un po’ il famoso e selvaggio Old West.

Essendo molto in voga come attrazione turistica, il mio consiglio è quello di programmare il viaggio e il giorno in cui andare a Tivoli, in modo tale da riuscire a prendere i biglietti in tempo, altrimenti puoi anche farli sul posto ma devi fare due code: quella per i biglietti e quella per entrare. Consiglio inoltre di guardare sul sito i giorni e gli orari di apertura in quanto il parco non è aperto tutto l’anno.

È inoltre un luogo adatto a tutti, dagli adulti ai bambini agli anziani.

Dentro al parco divertimenti trovi anche molti stand in cui puoi comprare da bere se hai sete, il caffè e anche qualcosa da mangiare. Vi sono inoltre dei piccoli ristorantini (aggiungo super carini) e il famoso Joe & the Juice che io personalmente adoro!

Detto ciò, concludiamo l’articolo di oggi con una piccola domandina: e tu? Hai mai visitato il famoso Tivoli? O è una meta che visiterai prossimamente o vorresti visitare?

Fammelo sapere nei commenti e lascia un like se ti è piaciuto l’articolo!

Alla prossima! -F

Ti senti solo a Copenhagen e vivi qui?

Don’t worry! Esiste un’app comodissima per fare amicizia: Meetup.

All’apparenza può sembrare un’app di incontri, il nome lo ricorda un po’ e quando ci hanno consigliato di scaricarla entrambi abbiamo detto “ma noi siamo fidanzati”.

Invece no, puoi fare davvero amicizia con Meetup!

Usarla è semplice: dopo averla scaricata da AppStore e da Google Play Store, ti registri e inserisci i tuoi interessi. Dopodiché hai la possibilità di scegliere alcuni argomenti che sono di tuo interesse, in modo tale che l’app possa indirizzarti verso persone da conoscere simili a te.

In più, il fatto che tu possa scegliere le categorie che ti interessano non ti impedisce di trovarne altre!

Ma facciamo alcuni esempi di categorie: fotografia, lingue, arte, cinema.

E questi sono solo pochi dei tanti eventi a cui puoi partecipare, ne esistono tantissimi e la cosa bella è che molti sono gratis.

Esatto: gratis, ciò significa che tu scarichi l’app, segui tutti i passaggi e poi puoi riservare il tuo posto cliccando sull’evento e ancora “partecipa”. Come già detto sopra, altri sono invece a pagamento.

Noi siamo andati sempre e solo a quelli gratuiti e solitamente andiamo ai Meetup delle lingue, in cui si parla inglese ed essendo Copenhagen molto internazionale, hai tante opportunità di fare amicizia con gente proveniente da tutto il mondo, migliorando conseguentemente il tuo inglese.

Detto ciò, spero l’articolo ti sia stato utile e che in questo modo possa sentirti meno solo!

Lascia un like se ti è piaciuto l’articolo e fammi sapere se anche tu usi o hai mai usato Meetup!

Alla prossima! -F

Cosa succede quando vivi all’estero parte 2

Eccoci alla seconda parte della vita da expat!

Vivendo in Danimarca, o parli inglese o danese, non ci sono vie di mezzo. E non sapendo ancora il danese, parlo in inglese. Ciò comporta il doversi adattare.

Quando sono tornata in Italia, sempre settimana scorsa, ho avuto difficoltà a pensare in Italiano e di conseguenza capitava che anziché dire parole o frasi nella mia lingua madre, le dicessi in inglese!

Infatti i miei amici, genitori e parenti mi guardavano leggermente storto e mi dicevano “D, ma sei italiana o inglese?” Il tutto ovviamente ridendo e scherzando.

Addirittura, dato che certe volte non trovavo proprio né parole né frasi, mi dicevano di parlare in inglese.

Proprio io poi, che al liceo ero una capra in questa lingua, forse per la professoressa, forse perché non credevo abbastanza in me stessa, forse entrambe.

Adesso, dopo quattro mesi in Danimarca, non parlo l’inglese di certo bene come lo parlano qui, ma posso dire che sono andata al cinema e il film, che era in lingua inglese con sottotitoli in danese, lo ho capito tutto! Ho capito tutti i dialoghi! Cosa che sarebbe stata impossibile se fossi rimasta in Italia.

Detto ciò, siamo arrivati alla fine dell’articolo di oggi. Se ti è piaciuto lascia like e commento!

Alla prossima! -D

Io, l’inglese e la Danimarca

In che modo un fallimento, o un fallimento apparente, ti ha preparato a un successo futuro?

Non sono solita rispondere alle richieste giornaliere di wordpress, ma questa ritengo possa esserti utile.

Purtroppo ho notato che vivendo in Italia, è difficile trovare italiani che parlino inglese e che riescano a fare conversazioni lunghe o comunque diverse dal “ciao, come stai?” o “cosa studi/che lavoro fai?”.

Forse perché l’insegnamento dell’inglese è ritenuto si importante, ma non quanto in altri stati. Ti faccio un esempio: vivo in Danimarca ed è pieno di internazionali, cioè persone che vengono da tutto il mondo, che siano turisti o local.

Un giorno ho conosciuto una ragazza di Singapore e mi ha detto che nel suo Paese la prima lingua è l’inglese. Un’altra ragazza, invece, proveniente dal Canada, mi ha raccontato che gli insegnanti di seconda e terza lingua sono letteralmente Madrelingua. Quindi se studi francese in Canada, non hai il professore canadese ma direttamente francese. Pazzesco! Magnifico!

Ovviamente non dico che in Italia questo approccio allo studio delle lingue non esista, magari si, ma personalmente non mi è mai capitato e conseguentemente, ho sempre trovato difficile studiare l’inglese; forse anche per la professoressa, una persona molto gentile e sempre disponibile nella sua materia ma che non trasmetteva quella passione da insegnante di inglese.

Inoltre, ho avuto conferma proprio sul luogo di lavoro precedente: ero a contatto con il pubblico ma a livello internazionale e davvero pochi, pochi colleghi, parlavano l’inglese; la maggior parte si esprimeva a gesti.

Altra conferma è arrivata quando mi sono trasferita in Danimarca: molti internazionali mi hanno proprio riferito che è difficile trovare italiani che parlino bene l’inglese. Ovviamente ciò non è da prendere come insulto ma bisogna vederla sotto un altro punto di vista: l’istruzione. Io pensavo di essere una capra in inglese ma ho notato, vivendo appunto all’estero, una discrepanza tra l’approccio allo studio italiano e quello di altri paesi, europei e non.

Perché anche la Danimarca è un paese europeo, eppure senti già i bambini di sette anni parlare benissimo l’inglese. Ti chiederai come sia possibile. Semplice: la Danimarca ha un approccio scolastico molto differente dal nostro e solo per farti un esempio: i cinema sono sia in danese sia in inglese con sottotitoli in danese. Questo comporta che se vai al cinema con tuo figlio, puoi decidere se fargli vedere il film in danese oppure in inglese con sottotitoli nella tua lingua madre, cioè il danese.

Inoltre, per esperienza personale, ho imparato meglio l’inglese qui in Danimarca che in Italia, proprio perché qui o sai il danese o parli inglese, non ci sono vie di mezzo. Quindi devi obbligatoriamente sforzarti a parlare inglese e non nella tua lingua originaria.

Per concludere, rispondendo alla richiesta di wordpress, vi dico ciò: se pensi anche tu di essere una capra in inglese, non fartene una colpa. Se ti piace la lingua prova a studiarla per conto tuo e prova a guardare film in inglese con sottotitoli anche in italiano, o a leggere in inglese. Ciò che può sembrarti un fallimento, non sempre lo è e spesso è un fallimento apparente.

A te è mai successo ciò all’estero? O pensavi di essere anche tu come me una capra in inglese? Lascia un like se ti è piaciuto l’articolo e fammi sapere la tua nei commenti!

Alla prossima! -D

Cosa succede quando vivi all’estero parte 1

Sono quattro mesi ormai che vivo a Copenhagen. Settimana scorsa sono tornata in Italia ed è successa una cosa strana.

Prima di tutto, in Italia si paga in euro, mentre in Danimarca si paga in corone danesi. E qui arriva il bello: facevo fatica a pensare in euro!

Eh sì, perché ormai sono abituata alle corone danesi e di conseguenza ho perso l’abitudine di pagare e soprattutto pensare in euro.

Potrà sembrarti strano, o addirittura assurdo, quando in realtà è una cosa positiva: mi sono adattata alla nuova cultura.

E la cosa divertente è che una sera di quella settimana in Italia, ero in un bar con amici e ho pagato in contanti. Quando la ragazza mi ha dato il resto di 2 euro, sono andata in tilt perché ho visto che non erano corone danesi e ho pensato di conseguenza che ci fosse stato un errore quando, invece, era corretto.

Se mai dovessi venire a vivere in Danimarca preparati perché quando tornerai in Italia, che sia in vacanza o no o comunque andrai in un altro paese in cui vigono gli euro, rimarrai un attimo “sotto shock” in quanto ti sarai anche tu adattato alla cultura danese!

Piccolo consiglio invece per i turisti che visitano la Danimarca: pagate con carta perché è la soluzione ideale e alcune banche ti danno anche la possibilità di vedere si quante corone hai speso ma soprattutto a quanti euro equivalgono, direttamente dall’app della banca! Poi, il bello è che qui accettano il bancomat ovunque e senza lamentarsi!

E tu? Hai mai vissuto in un altro paese con moneta propria e sei rimasto “sotto shock” al ritorno in Italia? Fammelo sapere nei commenti e lascia un like!

Alla prossima! -D

Ti piace il vintage? A Copenhagen trovi pezzi vintage unici e a basso prezzo

Non l’avrei mai detto, ma qui a Copenhagen è pieno di negozi vintage e second hand.

Il bello è che la maggior parte dei prodotti costa davvero poco! Diversi sono i negozi, qui un po’ di nomi: Quirky Lane (il mio vintage shop preferito in assoluto), Prag, Kilostore CPH, Wasteland e Carmen Copenhagen sono solo alcuni dei tantissimi vintage e second hand shops!

Personalmente non ero amante del vintage ma ho cambiato idea, forse perché qui i prodotti sono tenuti davvero bene e inoltre il personale è sempre cordiale rispetto all’Italia, in cui i commessi solitamente non danno una bella impressione dei negozi (pensiero generale e personale, non solo nei vintage e second hand shops).

Qui ti fanno sognare e vivere al tempo stesso, sia i prodotti sia il personale e già quando entri in questi negozi ti senti a casa.

Io ad esempio ho preso un cappotto blu di Luisa Spagnoli e due borse, una Fendi e una Chanel, autentiche ma con i segni del tempo, vissute praticamente (cosa che io adoro).

Ma vintage non significa per forza rovinato, vissuto. Questa è solo un’opinione soggettiva: c’è chi preferisce un certo tipo di vintage e chi un altro o chi, semplicemente, preferisce alcuni capi in buono stato e altri tenuti con meno cura.

Detto ciò, concludo l’articolo con i prodotti vintage di cui ho parlato sopra e quindi che ho personalmente comprato.

E a te? Piace il vintage? Fammelo sapere nei commenti e lascia un like!

Alla prossima! – D

Dalla Danimarca alla Svezia? Arrivarci è facile!

Lo sapevi che dalla Danimarca alla Svezia ci metti veramente poco?

Basta arrivare a Hellerup (ci arrivi con bus e/o treno) e da lì prendere il treno regionale per Helsingør, che si trova a nord della Danimarca.

Appena arrivato a Helsingør, vai al porto, prendi il traghetto e in soli venti minuti sei in Svezia! A Helsingborg! Il bello è che il biglietto costa pochissimo: 40 dkk circa ovvero circa 6€.

Ovviamente sei a sud della Svezia ma già in questa città puoi ammirare un sacco di magnifici luoghi tra cui la Torre Kärnan, Il parco Slottshagen e Terrasstrapporna che è la famosa scala monumentale nel centro storico di Helsingborg.

Noi abbiamo visitato tutto ciò e anche molto altro tra cui la Tropical Beach, la famosa spiaggia della città e Radhuset, che è il palazzo del municipio.

Per il pranzo abbiamo scelto di mangiare al sacco comprando il cibo al Føtex, un supermercato lì vicino. Avevamo però bisogno di un caffè post pranzo, così ci siamo recati al Margit café, nel pieno centro di Helsingborg; un locale che serve prodotti di caffetteria super gustosi e quindi ottimi caffè e cappuccini, oltre ad essere accogliente sia il locale stesso ma soprattutto il personale.

Che dire, giornata stupenda! Lascio qui sotto un po’ di foto:

Ovviamente per arrivare là servono i biglietti dei treni e/o del bus (oltre che del traghetto), che puoi tranquillamente comprare in stazione oppure sull’app DOT Tickets, se poi hai la Rejsekort perché abiti qui o per altri motivi, tanto meglio!

Inoltre in Svezia non ci sono (giustamente) le corone danesi, ma i sek, che sono le corone svedesi.

E anche oggi siamo giunti alla conclusione dell’articolo, spero ti sia stato utile nel caso tu voglia fare un viaggetto in Svezia dalla Danimarca! Fammi inoltre sapere nei commenti che ne pensi e lascia un like!

Alla prossima! -F

Amalienborg e il cambio della guardia

Si sente tanto parlare del cambio della guardia al Palazzo di Amalienborg. Ma come funziona però questo famoso cambio della guardia?

Alle 12:00, ogni giorno c’è il cambio della Guardia Reale, che in danese si chiama Den Kongelige Livgarde. In pratica, le Guardie Reali partono dal Castello di Rosenborg e arrivano marciando fino al Palazzo di Amalienborg, luogo in cui avviene, appunto, il cambio.

Dato che Amalienborg è sede o, per meglio dire, casa dei Reali danesi, se loro si trovano a palazzo proprio quando avviene il cambio della guardia, quest’ultima è accompagnata dalla banda. Ciò avviene quindi solo se i Reali sono a palazzo.

Noi ieri eravamo proprio ad Amalienborg e, guarda caso c’era la banda! Super emozionati in quanto, come detto sopra, banda significa Reali presenti a palazzo!

Ma parliamo un po’ di storia (no, non quella noiosa che studiavi a scuola): le Den Kongelige Livgarde sono un corpo militare d’élite e furono istituite dal re Frederik III nel 1658. In quanto corpo d’élite hanno il compito di proteggere il Re e la Regina costantemente. Controllano inoltre il Castello di Ronseborg e la Fortezza di Kastellet, in cui puoi trovare e visitare (quando possibile) anche il famoso mulino di Kastelsmøllen per poi passeggiare nel verde lungo il percorso che trovi quando visiti il mulino. Devo però avvisarti: puoi passeggiare lungo il percorso e fotografare il mulino ma non puoi assolutamente scendere nel verde o avvicinarti al mulino stesso in quanto è zona militare e privata e quindi (e giustamente) devi seguire queste regole!

Qui il link dell’articolo sul mulino di Kastelsmøllen.

Qui invece, un po’ di foto del cambio della guardia e del Palazzo di Amalienborg:

Per concludere, vi lascio anche il link dell’articolo sul Castello di Rosenborg: