Perché noi italiani all’estero veniamo riconosciuti subito o quasi?

Ormai sono quasi due anni che vivo a Copenhagen e devo dire che ne ho viste tante. Ecco qui un elenco di motivi (tra cui anche stereotipi) che, a parer mio, fanno subito capire a persone di altri Paesi che siamo italiani.

Oltre a ciò, per ogni categoria, associo delle storie divertenti.

  • Cibo
  • Modo di vestire
  • Schiamazzi
  • Gesti
  • Mamma mia!

1_ CIBO

E qui si apre un mondo: da chi si arrabbia se si spezzano gli spaghetti a chi rimane scioccato se qualcuno beve cappuccino dopo le 11:00. Noi italiani si sa, siamo la patria del buon cibo e quindi della cultura culinaria. Guai a mettere l’ananas sulla pizza o il ketchup sulla pasta! All’estero però è tutto diverso: Paese che vai usanza che trovi. Ovviamente dipende anche dal paese estero in cui vivi o sei in viaggio ma, insomma, generalmente il ketchup sulla pasta o l’ananas sulla pizza non sono ben visti in Italia né tanto meno dagli italiani all’estero.

Parlando del famoso detto “non si beve il cappuccino dopo le 11:00!” ormai da anni famoso in tutto il mondo, devo dire che certo, c’è qualcuno che si indigna ma da quel che ho notato (almeno qui a Copenhagen), non sono tanto gli expat quanto gli italiani turisti. Addirittura quasi tutti gli expat italiani che conosco io, quando escono andando in un café si prendono un bel cappuccino indipendentemente dal fatto che siano le 10:00 o le 17:00. Poi gli italiani turisti ci guardano ovviamente male. E qui la domanda sorge spontanea: questione di apertura mentale e adattamento? Come già detto sono expat da ormai quasi 2 anni e devo dire che uscire dalla propria comfort zone e scoprire che non sono l’unica italiana – tra gli expat sia chiaro – a bere il cappuccino dopo le 11:00 mi piace come cosa.

2_ MODO DI VESTIRE

Un giorno ero con una mia amica rumena a ILLUM, il centro commerciale a Copenhagen vicino a Højbro Plads. Eravamo in coda per il bagno quando una signora ci parla in italiano chiedendoci se fossimo italiane. Alla domanda io le rispondo nella mia lingua madre che io sono italiana e che la mia amica è rumena e non parla italiano. Poi mi è sorta spontanea la domanda: “ma da cosa lo hai capito che sono italiana?” lei mi ha risposto così (tali e quali parole): “da come ti vesti” allora io la ringrazio per il complimento ma rimango comunque stupita perché nonostante io vesta diversamente rispetto alle danesi e alle altre ragazze internazionali, sono sempre stata scambiata per danese (forse per gli occhi e i capelli chiari) ma mai per italiana.

3_ SCHIAMAZZI

Questa è bella. Qui ho una storia veramente simpatica. Io e F siamo italiani ma non urliamo e infatti molti ci scambiano per danesi. Ma arriviamo al punto: due settimane fa circa eravamo da Buka , lui seduto e io in coda per ordinare. Dietro di me altra gente in coda. Arriva questo gruppo di italiani, circa 6/7 persone con un bambino nel passeggino e iniziano mettersi davanti a tutti per vedere cosa ordinare (il chè, fin lì, ci sta). Dopo cercano di saltare la fila mettendosi davanti a me. Peccato e dico proprio peccato che io sia italiana! Così dico con tutta calma e – in italiano – alla signora che c’è la coda da fare. Lei si gira, mi guarda, si gira dall’altra parte e mi urla “yes yes!” Gesticolando con la mano come per dire “si ok ma non me ne frega niente” con un modo di fare veramente maleducato. Poi a quanto pare si mettono in coda ma la cosa bella è che scopro solo dopo che si sono messi in coda dopo di me quando, in realtà, dopo di me c’era già altra gente. Arriva il mio turno e ordino (ho ordinato in danese!! Sono super fiera di me stessa!). Mi vado a sedere e vedo che questa famigliola super educata è in coda dietro di me. È quindi arrivato il loro turno di ordinare. Non dimenticherò mai il loro comportamento con le bariste che, poverine, non hanno fatto nulla di male; parlano danese ma soprattutto inglese meglio di noi italiani e sono lì per fare il loro lavoro e servire noi clienti. In parole povere il loro comportamento è stato questo: “Tu cosa vuoi?!!” “Io un cappuccino e lui un americanoooo!!” “Io invece prendo una cioccolata caldaaaaaa!!!” il tutto gesticolando e urlando in italiano alle bariste pensado addirittura che loro avrebbero capito per poi lamentarsi che loro non capissero l’italiano. No e dico non sto esagerando con i punti esclamativi e allungando le ultime lettere delle parole perché io una maleducazione così (devo dire anche da parte di altri italiani) non l’ho mai vista. Ecco: qui il classico stereotipo dell’italiano all’estero: urlare, gesticolare e pretendere che in un Paese estero al di fuori dell’Italia gli altri sappiano e parlino l’italiano, specialmente in bar e ristoranti. Ovviamente senza nemmeno informarsi un po’ sulla cultura locale e cercare di adattarsi leggermente cercando di capire o quantomeno parlare inglese (se necessario anche col traduttore che non c’è nulla di male ad usarlo).

4_ GESTI

Il tipico nostro gesto all’estero è questo: 🤌🏻. Super tipico. Devo ammettere che io e F lo usiamo anche spesso e in tutti i luoghi in cui andiamo, che siano café, ristoranti, luoghi di lavoro; e appena gli altri scoprono che siamo italiani subito usano questo gesto e dicono “Ah Italia! 🤌🏻!”

Questo gesto è veramente fenomenale e anche se super stereotipato noi dobbiamo ammettere che è vero. Ma il bello è che ci siamo resi conto di usarlo tanto da quando ci siamo trasferiti a Copenhagen e i nostri amici e colleghi ce lo hanno fatto notare.

5_ MAMMA MIA!

Un po’ per Super Mario, un po’ perché è un altro simbolo del Bel Paese. Paese che vai usanze che trovi ma “Mamma mia!” lo trovi ovunque e non sto scherzando. Il bello è che tutti e dico tutti nessuno escluso, dopo aver scoperto che siamo italiani, ci rispondono con questa frase: dai danesi agli indiani, dai siriani agli americani. Insomma, stereotipo ma anche vero sinonimo di Italia!

E a te? Vivendo all’estero o anche solo viaggiando fuori dall’Italia, ti è mai capitato di trovarti in una di queste situazioni? Qual è la situazione più tipica riguardo l’Italia in cui ti sei trovato? Fammelo sapere nei commenti e lascia un like se ti è piaciuto l’articolo.

Alla prossima! – D

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2 pensieri riguardo “Perché noi italiani all’estero veniamo riconosciuti subito o quasi?

  1. Bellissimo articolo e si è proprio vero noi italiani all’estero veniamo riconosciuti, a me è capitato durante un viaggio a Medjugorie dove le persone e i pellegrini mantengono un comportamento consono al luogo, sentire un gruppo di italiani urlare passando con le macchine in centro e suonando il clacson come fossero a Milano nel traffico il che è stato assurdo, infatti ho sentito una ragazza del luogo che ha detto “italiani” in modo quasi dispregiativo e questo mi è dispiaciuto perché non tutti sono così, grazie per il tuo articolo che come sempre è ben dettagliato

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